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Addio volantini, benvenuto proximity marketing

Addio volantini, benvenuto proximity marketing
Addio volantini, benvenuto proximity marketing: ora il negozio dialoga col cliente
Nuove frontiere per promozioni e pubblicità: grazie ai beacon e all’italiana Proxee, i punti vendita inviano messaggi a chiunque abbia uno smartphone e passi nei dintorni.
Passi davanti a un negozio e ricevi, sul telefonino, le ultime offerte. Ti avvicini alla banca ed ecco la notifica: la tua richiesta di mutuo è stata accettata. Entri al supermercato e sullo smartphone arrivano le promozioni in linea con i tuoi gusti e gli acquisti dell’ultimo mese. Qualcosa di simile potrebbe esservi già successo. Ma soprattutto è destinato a succedervi sempre più di frequente. Si chiama «proximity marketing» e si basa su un’idea semplice: inviarci notifiche e messaggi in base alla nostra posizione. E farlo grazie all’alleanza tra tecnologie hardware e software. Da una parte ci sono i «beacon»: aggeggini capaci di captare il passaggio dell’utente nei dintorni di un negozio (o simili) e di recapitargli un messaggio. Dall’altra ecco le applicazioni ad hoc, dove il messaggio viene visualizzato, reso fruibile su ogni tipo di smartphone, personalizzato in base al profilo dell’utente.

FRONTIERE ITALO-AMERICANE
Tecnologie made in Usa e inventiva italiana. Così il proximity marketing sta sbocciando anche in Europa. La tecnologia si chiama «Signal 360», è stata brevettata nel Delaware e ha permesso un salto non da poco: creare beacon che trasmettono non più solo grazie al bluetooth - che non tutti hanno sempre acceso sul telefonino - ma anche attraverso un segnale a ultrasuoni. Che non si sente «a orecchio nudo» ma viene captato dal microfono dello smartphone. A portare la novità in Europa ci ha pensato Ecods, una startup milanese che va a caccia di idee e tecnologie promettenti negli Stati Uniti e in Israele e poi importa dalle nostre parti quelle con più prospettiva.
ADDIO VOLANTINI
In questo caso il risultato dell’incontro tra i due continenti si chiama Proxee. Un nome che coincide con una piccola rivoluzione. La spiega Dragan Bozic, uno dei fondatori di Ecods: «Siamo pronti a mandare in pensione i volantini di carta, per cui ancora oggi in Italia si spendono oltre 100 milioni di euro ogni anno. Il proximity marketing ha una lunga lista di benefici. Si può integrare ai dati inclusi nelle carte fedeltà o con i social network, per offerte e messaggi personalizzati. Dà risultati tracciabili e analizzabili in tempo reale. Risponde nel modo migliore a quella che resta ancora oggi l’esigenza di gran lunga prevalente di negozi e catene commerciali: portare l’utente nello store fisico».
NIENTE SPAM
Ma il proximity marketing non serve solo all’esterno di negozi e grandi magazzini. Si può usare anche all’interno di un punto vendita, mettendo beacon tra scaffali e camerini. Guai a farsi prendere la mano, però, ed esagerare con le notifiche. «In questo campo - prosegue Bozic - due è il numero perfetto: l’interazione digitale tra negozio e utente inizia fuori e continua dentro con un secondo messaggio con più dettagli. Generare spam sarebbe controproducente. E il messaggio va calibrato e disegnato a dovere, concepito per essere visualizzato su uno smartphone. Di fatto è un nuovo media, e abbiamo passato gli ultimi anni a studiarlo a fondo».
DUE MODELLI
Così Proxee ha incluso nella sua offerta anche una piattaforma per disegnare e scrivere i propri messaggi in Html5. Ma il cuore del proximity marketing, quello che serve per farlo funzionare davvero, restano le app. «Su questo - spiega Bozic - ci sono due modelli. Il primo integra notifiche e messaggi sull’applicazione ufficiale del negozio, come già abbiamo fatto con OVS. Il secondo è per gli esercizi che non hanno una propria app: a loro diamo la possibilità di far viaggiare i messaggi su applicazioni di terze parti. Lo facciamo con quella di Seat Pagine Gialle, che circola già su circa 4 milioni di smartphone. Ma le possibili applicazioni vanno ben oltre lo shopping. Trasporti e servizi pubblici, aerei e treni, banche e poste: parliamo di una tecnologia che ormai è matura per portare una rivoluzione anche in tutti questi ambiti».


STEFANO RIZZATO - lastampa.it
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